Recensione
Recensione di American Sonnets for My Past and Future Assassin
Terrance Hayes trasforma il sonetto in un punto d'incontro carico di tensione fra pericolo razziale, invenzione linguistica, dolore e tenerezza.
- Autore
- Terrance Hayes
- Prima pubblicazione
- 2018
Vedi fonte
https://openlibrary.org/works/OL19743995WRecensione di American Sonnets for My Past and Future Assassin: una forma sotto pressione
Il giudizio centrale di questa recensione di American Sonnets for My Past and Future Assassin è che Terrance Hayes faccia percepire il rigore formale come una riflessione sul vivere. Il sonetto trattiene una voce entro uno spazio ristretto, ma quello spazio può proteggerla, esporla, limitarla o provocarla. Nel corso della raccolta, chi legge deve continuare a chiedersi quale di queste azioni sia in atto. Ne risulta una poesia impegnativa, con una posta emotiva ben definita: come parlare con ampiezza quando il corpo che parla è vulnerabile.
Pubblicato nel 2018, il libro contiene settanta poesie con lo stesso titolo. La presentazione della raccolta di Penguin colloca la loro composizione nei primi duecento giorni della presidenza di Donald Trump. Questo contesto aiuta a definire l'atmosfera d'allarme, ma non esaurisce le poesie. Il risultato raggiunto da Hayes nasce dall'attrito fra il pericolo pubblico e la coscienza privata. La rabbia non può essere separata dal desiderio; il linguaggio politico non può restare al riparo dalla famiglia, dalla vergogna, dal piacere o da una battuta che cambia direzione a metà del proprio svolgimento.
Il sonetto diventa insieme strumento e spazio chiuso
La poesia che comincia collocando il proprio interlocutore dentro un sonetto offre una descrizione particolarmente diretta del progetto. La successione delle immagini rende la forma, di volta in volta, protettiva, coercitiva, musicale e fisicamente distruttiva. La poesia non permette all'autore di sostenere che creare arte sia automaticamente un atto rispettoso dell'umanità altrui. Controllare uno spazio significa anche controllare ciò che accade a chi vi si trova. È possibile seguire questi mutamenti nella poesia pubblicata da Poetry.
Si tratta di una riflessione formale più incisiva della semplice dimostrazione di abilità entro quattordici versi. L'autorità della voce poetica diventa parte del problema. Suono e metafora aprono possibilità, ma la poesia domanda quale prezzo abbiano e a chi siano utili. L'impasse emotiva finale rifiuta il conforto di scegliere l'affetto oppure l'annientamento come risposta sufficiente. La forma sostiene la contraddizione senza risolverla. Questa capacità di contenere impulsi incompatibili è uno dei motivi per cui la struttura ripetuta genera pressione, invece di limitarsi a offrire uno schema riconoscibile.
Il suono rende instabile il pensiero
Hayes lascia spesso che una somiglianza sonora trascini il ragionamento in una direzione inattesa. Nei sonetti pubblicati da American Poetry Review, elenchi e gruppi di suoni affini mettono rapidamente in contatto minacce, oggetti domestici, personaggi pubblici e disagio fisico. L'energia comica è reale. Lo è anche l'ansia prodotta da categorie che si rifiutano di restare separate.
Questi effetti suggeriscono una distinzione utile fra velocità e facilità. Una frase può procedere rapidamente perché i suoi suoni invitano la parola successiva, mentre le sue implicazioni restano difficili da assimilare. Hayes sa rendere la fluidità verbale quasi pericolosa: il linguaggio sembra sapere come continuare prima che la voce abbia stabilito dove dovrebbe andare. In un'altra poesia della stessa pagina, il dolore segue il passaggio dai resti al mondo materiale che li accoglie. I cambi di scala danno al lutto la forma di un processo fisico, senza per questo rendere quel processo emotivamente consolatorio. Chi apprezza la rima soprattutto come segnale di una conclusione ordinata può trovare disorientante questo impiego della spinta sonora. Spesso il suo scopo è turbare una conclusione apparente.
Il pericolo razziale cambia il significato della percezione ordinaria
Il sonetto costruito attorno al crepuscolo collega colore, visibilità, vulnerabilità e rapporto fra padre e figlio. Le sue ripetute precisazioni contano: la voce continua a mettere alla prova ciò che può affermare mentre ricorda luoghi associati alla violenza razziale. Il testo del sonetto sul crepuscolo pubblicato da Poetry rende particolarmente chiaro il movimento fra geografia pubblica e somiglianza intima.
La forza della poesia nasce dalla difficoltà di separare una descrizione visiva da un giudizio sociale. L'oscurità non è soltanto una condizione atmosferica quando la persona osservata può diventare un bersaglio. Eppure il finale rende visibile anche la somiglianza fra generazioni. Un rapporto che potrebbe essere descritto attraverso l'affetto è oscurato dalla possibilità che il pericolo si ripeta. Hayes non offre un paragrafo esplicativo che tenga distinti questi significati. Li affida entrambi alla medesima immagine. Questa densità chiede a chi legge di prestare attenzione a ciò che il linguaggio ordinario ha imparato a nascondere, comprese le supposizioni già all'opera in un atto del guardare apparentemente neutro.
L'io privato non può essere ridotto alla condizione di vittima
Un altro sonetto immagina una vita interiore attraverso animali rinchiusi in spazi incredibilmente piccoli. La scala cambia più volte, passando dalla reclusione a energie che non potrebbero ragionevolmente entrarvi. La poesia si volge poi all'influenza dei genitori, prima di concludersi con una domanda su diverse forme di costrizione. Il sonetto sugli animali e gli spazi chiusi offre un esempio concentrato della capacità di Hayes di rendere la metafora insieme esuberante e scomoda.
I cambiamenti sono più che sorprese decorative. Ogni immagine modifica la percezione di quanta vita contenga un corpo. L'insistenza della voce poetica nel registrare anche il piacere si oppone inoltre a una lettura in cui il soggetto nero in pericolo esista soltanto come prova di una ferita. Desiderio, eredità e descrizione di sé richiedono uno spazio proprio. Le alternative conclusive lasciano quello spazio instabile: la libertà non si può dare per scontata solo perché una forma di prigionia sembra preferibile a un'altra. È una delle tensioni più preziose della raccolta. Chiede riconoscimento senza rendere la voce poetica interamente disponibile allo schema interpretativo di un'altra persona.
La tenerezza ha una precisione propria
Il sonetto dedicato al volto di James Baldwin propone un diverso ritmo dell'attenzione. Invece di ridurre Baldwin a una fonte di affermazioni esemplari, la poesia segue espressioni, rughe, occhi e i rapporti mutevoli fra questi elementi. Nella poesia ripubblicata dalla Poetry Society of America, la descrizione diventa un atto d'ammirazione radicato nei dettagli fisici.
Il paragone fra i tratti del viso e strutture ramificate rende visibile il pensiero senza trasformare il volto in un semplice diagramma. Il finale si avvicina alla materia ordinaria, riportando una figura ammirata entro le condizioni condivise dell'esistenza corporea. È una scrittura affettuosa che evita di rendere l'affetto soltanto dolce. Richiede osservazione prolungata e la disponibilità a lasciare che una persona rimanga mobile nella descrizione. Per chi è stanco della poesia politica che tratta i propri soggetti come posizioni in un'argomentazione, il sonetto offre un contrappeso importante. La serietà etica del libro comprende lo sforzo di vedere qualcuno abbastanza da vicino perché l'ammirazione non diventi un altro modo di immobilizzarlo.
La tecnologia non annulla la distanza fra le persone
Nella poesia che immagina un nome inserito in un motore di ricerca, un possibile ricongiungimento prende forma attraverso profili, soprannomi, fotografie e frammenti di informazioni personali. All'inizio i dettagli promettono accesso. Il finale rende quella promessa profondamente inquietante. L'Academy of American Poets pubblica questo sonetto, compreso il modo in cui il suo futuro ipotetico si scontra con la presenza dei morti.
Il nodo centrale è la distanza fra trovare informazioni e ritrovare una persona. Un'identità rintracciabile tramite una ricerca può sembrare ricca di dati e restare, al tempo stesso, dolorosamente incompleta. Hayes inserisce nello scenario tecnologico un rapporto familiare, perciò la domanda non è, in astratto, se internet ricordi. Riguarda invece quale incontro sia possibile quando una persona è presente come insieme di dati e assente in un altro senso, irreversibile. Il movimento in avanti della poesia finisce quindi per sembrare meno un progresso che un rinvio incapace di mantenere ciò che lascia intendere. La sua rilevanza va oltre le circostanze della pubblicazione, perché colloca una difficoltà emotiva duratura dentro un'operazione apparentemente pratica.
A chi si rivolge questa raccolta e come leggerla
Il libro è particolarmente adatto a chi è disposto a dedicare alle poesie brevi più tempo di quanto la loro lunghezza sembri richiedere. Un approccio proficuo consiste nel leggere un sonetto una prima volta seguendone il movimento emotivo, e una seconda per cogliere i cambi d'interlocutore. Chi sembra parlare? Chi viene affrontato, ammirato, ricordato o inventato? Le risposte non devono essere identiche nelle due letture. Anche leggere ad alta voce può rivelare come una successione di suoni abbia creato un legame che una parafrasi silenziosa appiattirebbe.
Le cautele da tenere presenti sono considerevoli. Insulti razzisti, linguaggio sessuale, immagini corporee e minacce di violenza sono parte integrante delle tensioni dell'opera. Il titolo ripetuto offre poco aiuto a chi cerca una sequenza di argomenti ordinatamente etichettati. Un nuovo lettore non dovrebbe neppure aspettarsi che ogni poesia sveli un unico messaggio in chiusura. Per un piccolo gruppo di lettura, due o tre sonetti possono risultare più proficui del tentativo di spiegare l'intera raccolta in una sola conversazione. La difficoltà è giustificata quando rende più complesso un rapporto; chi preferisce una voce narrativa stabile potrebbe comunque trovare faticosa questa instabilità prolungata.
Contesto e alternative per un percorso di lettura
Hayes riflette anche all'interno di una tradizione che reinventa il sonetto. Nella sua conversazione presentata dalla Poetry Foundation, collega la forma breve al periodo successivo a un'elezione e agli American sonnets di Wanda Coleman. Questa genealogia aiuta a capire perché qui la forma ereditata funzioni come spazio di sperimentazione, e non come esercizio di riproduzione di un modello antico. L'aggettivo nazionale del titolo va affrontato come qualcosa che viene messo in discussione, non come una descrizione acquisita.
Per un altro modo di far entrare la vita nazionale in una voce poetica, si può leggere la nostra recensione di Leaves of Grass. I versi ampi di Whitman offrono un utile contrasto con le unità rigorosamente delimitate di Hayes, in particolare quando si considerano le rivendicazioni espresse da una voce poetica a nome di un paese. La nostra recensione di The Waste Land propone un diverso confronto: il modo in cui voci frammentate e riferimenti culturali possono rendere difficile raccontare una crisi pubblica come storia continua. Sono letture da affiancare al libro, non prerequisiti. La categoria poesia e teatro offre altri percorsi a chi desidera muoversi fra sperimentazione formale e scrittura lirica più immediatamente leggibile.
Verdetto: un'invenzione che comporta conseguenze
Il maggior pregio della raccolta è il rifiuto di lasciare l'inventiva libera da ogni responsabilità. Le sue sorprese verbali modificano ciò che una voce può dire, a chi può rivolgersi una poesia e con quanta sicurezza chi legge possa occupare la posizione di osservatore. Il limite è inseparabile da questa forza: il linguaggio denso e in rapido mutamento può far sembrare un incontro incompiuto anche dopo un'attenzione scrupolosa.
Consigliato a chi vuole che la poesia metta alla prova le proprie abitudini d'ascolto, il libro ricompensa una lettura paziente. La sua carica politica e il sentimento intimo emergono dalle stesse scelte formali. Hayes costringe una piccola struttura ereditata a contenere più di quanto possa accogliere senza disagio, e quel disagio resta una componente essenziale del significato.