Recensione
Recensione di Another Day
David Levithan racconta Every Day attraverso Rhiannon, approfondendone le domande emotive pur accettando i limiti di una trama speculare.
- Autore
- David Levithan
- Prima pubblicazione
- 2015
Vedi fonte
https://openlibrary.org/works/OL19671294WRecensione di Another Day: uno specchio coinvolgente, con alcuni limiti
Questa recensione di Another Day parte dalla distinzione che conta di più: il romanzo di David Levithan, pubblicato nel 2015, non è un seguito convenzionale di Every Day. È un romanzo complementare che torna su gran parte della stessa storia dalla prospettiva di Rhiannon. Il libro precedente segue A, una persona che ogni mattina si risveglia nel corpo di un adolescente diverso; qui il centro emotivo è la ragazza che A incontra mentre abita il corpo del suo ragazzo, Justin. Il ribaltamento trasforma una premessa ingegnosa in un'indagine più concreta su quanto costi amare qualcuno che non può restare fisicamente presente — e nemmeno apparire riconoscibilmente lo stesso — da un giorno all'altro.
Il risultato è riflessivo e spesso toccante, ma il suo valore dipende da ciò che un lettore cerca in un seguito. Levithan non costruisce attorno alla premessa una trama radicalmente nuova. Si domanda invece se una sequenza già nota cambi quando a raccontarla è la persona che sembrava il punto fermo. La risposta è sì. Il racconto di Rhiannon dà alla trascuratezza emotiva, alle basse aspettative e al lavoro con cui si riconosce se stessa un peso che l'esistenza più insolita di A poteva in parte eclissare. Al tempo stesso, la struttura speculare limita la sorpresa. Il merito maggiore del libro non è quindi ampliare la mitologia, ma ricalibrare l'attenzione.
Chi non ha letto il romanzo precedente dovrebbe iniziare dalla nostra recensione di Every Day. Another Day sa esporre da solo la propria situazione centrale, ma i suoi effetti più interessanti nascono dal confronto: ciò che nota A, ciò che nota Rhiannon e ciò che entrambi, all'inizio, fraintendono dell'altro.
Rhiannon passa da oggetto romantico a soggetto morale
Dal punto di vista di A, Rhiannon può sembrare l'emblema della stabilità: una persona amata e costante, contrapposta a un'esistenza sottoposta a un mutamento quotidiano involontario. Il suo punto di vista complica subito quel ruolo. Non aspetta, in una vita neutrale, l'arrivo di una storia d'amore miracolosa. Sta già gestendo la distanza e l'instabilità di Justin, riducendo se stessa per impedire che la relazione le faccia ancora più male. Quando Justin si mostra sorprendentemente attento nel giorno in cui A ne abita il corpo, la risposta di Rhiannon nasce non solo dall'attrazione, ma anche dalla privazione. Quella relazione le ha insegnato a trattare la normale premura come se fosse eccezionale.
Questo contesto offre al romanzo la sua intuizione psicologica più riuscita. Una giornata perfetta non presenta soltanto Rhiannon a qualcuno di nuovo; rivela quanto poco si aspettasse da una persona che conosceva già. Levithan descrive quel risveglio come un processo graduale, non come una conversione improvvisa. Riconoscere che una relazione è malsana non cancella d'un colpo lealtà, memoria, abitudine e dubbio di sé. L'esitazione di Rhiannon può frustrare, ma quella frustrazione fa parte del disegno del libro. Deve rivedere le regole con cui ha protetto la relazione e, così facendo, anche ciò che crede di meritare.
Qui il formato del romanzo complementare dimostra la propria ragion d'essere. La stessa premessa romantica contiene ora una seconda storia di formazione. A cerca di farsi conoscere pur non avendo un corpo permanente. Rhiannon cerca di conoscere se stessa dopo aver lasciato che gli umori di un'altra persona misurassero il proprio valore. Il libro convince soprattutto quando questi percorsi procedono affiancati, non quando uno viene ridotto a un ostacolo per l'altro.
La premessa del cambio di corpo mette alla prova gli ideali romantici
Il dispositivo speculativo di Levithan è facile da enunciare e difficile da sciogliere. A occupa ogni giorno un corpo diverso, fra adolescenti all'incirca della stessa età, senza avere un aspetto né una casa stabili. Questa condizione invita a immaginare un amore svincolato da genere, razza, tipo di corpo e molti dei segnali visibili con cui di solito si organizza l'attrazione. Nella sua versione più generosa, il romanzo chiede di riconoscere la persona al di là dell'involucro.
La voce di Rhiannon, però, impedisce che questo principio diventi uno slogan pronunciato senza fatica. Le relazioni si vivono attraverso i corpi non meno che al di là di essi. Riconoscimento fisico, sicurezza, riservatezza, distanza e possibilità di fare progetti non sono preoccupazioni superficiali: sono parte di ciò che rende abitabile la fiducia. Rhiannon può accettare la continuità di A da un giorno all'altro e reagire comunque in modo diverso a ogni incontro. Il romanzo lascia che questa difficoltà conservi tutta la sua serietà morale. Non la condanna perché non riesce a raggiungere una forma di amore perfettamente astratta.
Questa tensione rende Another Day utile a chi segue un percorso di lettura young adult e preferisce le domande ai sistemi ordinati. La premessa allarga l'empatia chiedendo quanto dell'identità possa resistere a un mutamento fisico radicale. Al tempo stesso, i bisogni ordinari di Rhiannon mostrano il limite dell'idea che l'incarnazione sia irrilevante. La storia d'amore funziona meno come fantasia di trascendenza che come confronto fra due verità: una persona è più di un corpo, ma una vita condivisa richiede comunque continuità materiale.
Amore, consenso e le persone ai margini della storia
La premessa del romanzo produce anche una pressione etica che la storia d'amore non riesce a contenere del tutto. A cerca di attraversare con cautela la vita di ogni ospite, ma occupare il corpo di un'altra persona incide inevitabilmente sulle sue relazioni, sui suoi obblighi e sulla sua reputazione. La prima giornata straordinaria di Rhiannon con «Justin» è possibile soltanto perché Justin non è la coscienza che compie quelle scelte. L'autenticità emotiva del legame con A coesiste quindi con un problema irrisolto di consenso.
Another Day acquista forza perché rende più difficile ignorare quel disagio, anche se non esamina ogni conseguenza con tutta la profondità possibile. Rhiannon ha ragioni per interessarsi ai corpi abitati da A, perché li incontra dall'esterno come persone inserite in una rete sociale, non come semplici veicoli temporanei. Il suo punto di vista reintroduce complessità in una premessa che altrimenti rischierebbe di scivolare verso la metafora pura. Gli ospiti hanno vite proprie, e lo stesso vale per amici e familiari che avvertono cambiamenti senza poterne comprendere la ragione.
Chi cerca un'indagine filosofica sostenuta sull'autonomia corporea potrebbe però trovare il romanzo selettivo. La priorità resta il legame emotivo fra Rhiannon e A. Le complicazioni etiche rendono quel legame più acuto, ma non sempre ricevono uno sviluppo autonomo. È una riserva importante, non un difetto fatale: il libro è più affidabile nell'aprire domande produttive che nel rispondervi.
Uno stile diretto serve le emozioni meglio del mistero
Levithan scrive con chiarezza e immediatezza emotiva. La prosa resta vicina ai giudizi mutevoli di Rhiannon, facendo sì che piccoli spostamenti dell'attenzione pesino più di quanto farebbe un'elaborata costruzione del mondo. La struttura quotidiana produce un ritmo naturale di attesa e ripartenza. Ogni incontro promette riconoscimento, ma impone anche un nuovo adattamento; così la ripetizione diventa parte dell'esperienza emotiva e non solo una scelta strutturale.
Quella stessa struttura può sembrare troppo vincolata a chi ricorda bene Every Day. Gli eventi condivisi non possono modificarne gli esiti generali, e gli scambi ripetuti offrono talvolta conferme anziché scoperte. La narrazione è quindi meno misteriosa del romanzo precedente. A non è più una coscienza sconosciuta al lettore, mentre Rhiannon non possiede informazioni sufficienti per interpretare gli eventi alla stessa velocità. L'ironia drammatica riempie questo divario, ma non sempre può sostituire la suspense.
Il libro riesce quando una scena ripresa rivela uno squilibrio di informazione o di desiderio. Riesce meno quando il cambio di prospettiva aggiunge atmosfera senza cambiare il significato. La misura di Levithan mantiene la storia leggibile, ma l'idea del romanzo complementare può talvolta assomigliare più a un commento approfondito sull'originale che a un salto in avanti autonomo. Per questo l'ordine di lettura conta: la ripetizione è più ricca quando il libro precedente è abbastanza recente da riecheggiare, ma non tanto vicino da far sembrare duplicato ogni passaggio.
Le scelte più forti e più deboli del romanzo
Il punto di forza centrale è Rhiannon stessa. La sua narrazione fa da contrappeso emotivo alla storia d'amore e rende il rapporto con Justin qualcosa di più di un conflitto sullo sfondo. Il ritratto delle aspettative ridotte è particolarmente efficace perché spiega senza assolvere. Le scelte di Rhiannon emergono da un modello credibile di adattamento, mentre il romanzo continua a sostenere che l'affetto non dovrebbe richiedere un costante annullamento di sé.
La seconda forza del libro è la resistenza a una risposta facile sull'attrazione. La premessa speculativa invita a dichiarare che conta soltanto la persona interiore; le complicazioni vissute mettono continuamente alla prova questa dichiarazione. L'incertezza di Rhiannon non è prova di superficialità. Riflette le esigenze pratiche ed emotive che un ideale di amore senza limiti può nascondere.
Il difetto principale è inevitabile: gran parte dell'architettura narrativa esiste già. Chi spera in un grande avanzamento nella storia di A, in una spiegazione dettagliata della condizione o in una successione di nuovi colpi di scena può avere la sensazione che il romanzo offra una prospettiva diversa dove si attendeva una progressione. L'attenzione a una dolorosa relazione adolescenziale può inoltre risultare difficile per alcuni lettori, soprattutto perché il comportamento di Justin modella ciò che Rhiannon crede di avere diritto a desiderare.
Per uno sguardo più ampio sull'interesse di Levithan per identità e legami, la nostra recensione di Two Boys Kissing offre un buon passo successivo. Condivide la serietà morale con cui l'autore osserva giovani che cercano di definirsi, ma lo fa attraverso un disegno narrativo diverso.
Chi dovrebbe leggere Another Day?
Il lettore ideale ha finito Every Day e desiderava che Rhiannon diventasse più del punto fermo nel mondo mutevole di A. Per questo pubblico, il romanzo complementare non è ridondante: restituisce iniziativa e vita interiore a un personaggio le cui decisioni portano gran parte del peso emotivo del primo libro. Si presta anche a gruppi di lettura che vogliano discutere se un cambio di prospettiva possa trasformare una trama conosciuta e come gli ideali romantici interagiscano con rispetto di sé, consenso e limiti pratici.
Chi è interessato soprattutto ai meccanismi dell'esistenza di A dovrebbe moderare le aspettative. Il romanzo usa la premessa per esaminare una relazione, non per costruire un sistema soprannaturale completo. Allo stesso modo, chi non gradisce le riscritture parallele potrebbe trovare troppo ampio il materiale familiare, per quanto perspicace sia il nuovo punto di vista.
La storia sta naturalmente anche accanto al percorso di lettura romance, benché metta in crisi le promesse del genere non meno spesso di quanto le mantenga. La sua domanda decisiva non è semplicemente se due persone si amino. È se l'amore possa tradursi in una relazione concretamente sostenibile quando presenza, aspetto e progetti futuri sono instabili.
Alternative per diversi tipi di lettori
Se l'attrattiva sta nell'amore young adult intenso sul piano emotivo, messo alla prova da un limite straordinario, If I Stay offre un'alternativa più autonoma, incentrata su una sola crisi decisiva. Chi desidera un romanzo contemporaneo di relazioni con una complessità legata alla salute mentale e meno elementi fantastici può considerare Turtles All the Way Down. Per un'esplorazione delicata di identità, famiglia e primo amore che procede in avanti invece di ripercorrere una storia esistente, Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe è un'altra scelta forte.
Queste alternative chiariscono ciò che qui è particolare. Another Day non è soltanto una storia d'amore con una complicazione soprannaturale. È un esperimento deliberato sulla prospettiva narrativa: chiede di rivalutare una storia d'amore conosciuta, dando al personaggio apparentemente stabile un paesaggio privato di paura, speranza e giudizio.
Verdetto finale
Another Day giustifica la propria esistenza soprattutto come opera di riequilibrio. La prospettiva di Rhiannon porta alla luce le condizioni emotive che hanno reso così potente una giornata straordinaria, poi verifica se idee trascendenti sull'amore possano resistere ai bisogni ordinari. La prosa diretta di Levithan e la sua attenzione umana per l'incertezza rendono questa indagine accessibile senza ridurla a una formula semplice.
Il prezzo è una ripetizione sostanziale e uno sviluppo in avanti limitato. Chi pretende che un seguito ampli il mondo narrativo può restare deluso; chi crede che cambiare prospettiva possa ampliare il senso di una storia è più probabile che ne ricavi soddisfazione. È un romanzo complementare riflessivo e più acuto sul piano emotivo: imperfetto come nuovo viaggio, persuasivo come seconda lettura.