Recensione

Get Even: recensione

Gretchen McNeil trasforma la campagna segreta contro i bulli della scuola in un giallo con omicidio che mette alla prova la fiducia fra quattro alleate improbabili.

Autore
Gretchen McNeil
Prima pubblicazione
2014
Cover image for Get Even
Cover image served by Open Library; edition artwork may differ from the reviewed text.
Vedi fonte https://openlibrary.org/works/OL19991984W

Recensione Get Even: quando una firma segreta diventa una prova

Get Even di Gretchen McNeil usa un meccanismo particolarmente efficace per trasformare una fantasia di vendetta in un giallo: proprio ciò che dà potere alle protagoniste può servire a incriminarle. Quattro studentesse si uniscono in una società segreta contro i bulli della scuola. Quando un omicidio viene associato al gruppo, l'identità che condividono diventa un punto debole. La minaccia funziona perché nasce dal metodo che hanno scelto, anziché arrivare come un pericolo estraneo. Questa recensione di Get Even individua il fascino maggiore del libro in quel rovesciamento e nella domanda che pone sulla solidarietà: quanto puoi fidarti di persone la cui alleanza dipende dal segreto?

Il romanzo, pubblicato per la prima volta nel 2014, apre la storia di Don't Get Mad. Appartiene alla narrativa young adult, ma il suo interesse principale è più preciso di un'etichetta di pubblico. Unisce un gruppo di ragazze, un ambiente scolastico che impone molti vincoli, la vendetta e il sospetto. Chi cerca un unico detective che vaglia gli indizi con calma dovrebbe aspettarsi qualcosa di diverso da chi ama vedere le amicizie diventare difficili da distinguere dalle indagini.

Quattro alleate che in pubblico non possono essere amiche

Bree Deringer, Olivia Hayes, Kitty Wei e Margot Mejia frequentano Bishop DuMaine, un'esclusiva scuola privata. Le loro vite pubbliche non fanno pensare a un gruppo nato spontaneamente. In segreto sono Don't Get Mad, o DGM, e si vendicano in forma anonima di chi maltratta gli altri. La morte di una persona presa di mira dal gruppo, accompagnata da un biglietto DGM macchiato di sangue, rende pericolosa la segretezza. Secondo la presentazione dell'editore, l'omicidio, gli indizi che si accumulano, l'attenzione della polizia e le informazioni personali nascoste mettono tutti sotto pressione l'alleanza. Presentazione dell'editore HarperCollins.

La distinzione fra alleanza e amicizia è l'aspetto più ricco della premessa. Un accordo pratico può tollerare le differenze se tutti restano concentrati su un nemico comune. L'amicizia richiede un'altra conoscenza: capire che cosa l'altra persona teme, nasconde o potrebbe fare sotto pressione. La separazione pubblica fra i membri di DGM protegge l'operazione, ma lascia anche spazio all'incertezza. Sapere quale parte abbia avuto qualcuno in un piano non significa necessariamente conoscerlo.

Il gruppo, così, serve a più che distribuire ruoli interessanti. La sua funzione nella struttura del romanzo è accostare visioni contrastanti della stessa comunità. Una scuola può apparire molto diversa a seconda di chi la osserva, di quale approvazione conti e di ciò che accadrebbe se un legame privato diventasse pubblico. La struttura a quattro protagoniste affianca al delitto un problema più intimo: ciascuna ragazza ha bisogno di aiuto, ma per ottenerlo deve rivelare qualcosa di sé.

Una fantasia di vendetta dall'equilibrio morale precario

Il titolo suscita una reazione emotiva immediata. Pareggiare i conti sembra ristabilire un equilibrio, soprattutto in una scuola dove l'umiliazione può restare senza conseguenze significative. DGM offre una risposta attraente a quel senso di impotenza: qualcuno se ne accorge, qualcuno agisce e chi di solito domina la scena può perdere il controllo. L'idea di McNeil dà alle ragazze la possibilità di agire prima che la vicenda dell'omicidio le metta in pericolo.

La vendetta anonima, però, si fonda su un presupposto morale scomodo. Chi la pratica decide non solo chi meriti di essere smascherato, ma anche quale risultato debba produrre quella esposizione pubblica. Si può comprendere il desiderio di fermare la crudeltà e insieme dubitare che l'imbarazzo inflitto davanti a tutti sia una forma affidabile di giustizia. È una tensione da conservare, senza trattare ogni scherzo riuscito come una vittoria senza ombre. Se l'umiliazione è la moneta corrente, diventa più difficile distinguere fra il contrastare una gerarchia e l'adottarne i metodi.

L'accusa di omicidio acuisce il problema senza chiedere al lettore di equiparare vendetta e uccisione. Una firma destinata ad affermare il controllo viene sottratta alle sue autrici e usata per raccontare un'altra storia. Le componenti di DGM scoprono che l'anonimato non garantisce loro il controllo sul significato del nome del gruppo. È un'idea particolarmente adatta a un giallo scolastico: la reputazione può diventare una prova molto prima che qualcuno abbia accertato la verità. Perciò la domanda più interessante va oltre la possibilità che le ragazze sfuggano alla punizione. Riusciranno a difendere il proprio scopo quando qualcun altro controlla l'immagine pubblica del gruppo?

Più punti di vista: i legami richiedono attenzione al lettore

In un'intervista precedente alla pubblicazione, McNeil ha spiegato che il romanzo ha quattro punti di vista principali, ciascuno legato ad amici, parenti e interessi sentimentali. Ha indicato proprio l'ampiezza del cast come una delle difficoltà maggiori. È un'informazione utile per scegliere il libro: la ricchezza delle relazioni sociali è un elemento voluto. Intervista a McNeil.

Un giallo trae nuove possibilità da una rete ampia di rapporti. Chi è marginale per una protagonista può essere molto importante per un'altra. Le lealtà possono attraversare i confini che il gruppo centrale crede di conoscere. Una conversazione può assumere un peso diverso a seconda delle relazioni che la circondano. È un'impostazione adatta a una storia in cui conoscere la scuola è inseparabile dal conoscere i sospettati.

Il prezzo è l'attenzione richiesta. Chi preferisce seguire un solo punto di vista potrebbe ritrovarsi a ricordare legami sociali quando vorrebbe valutare un indizio. Quattro prospettive centrali cambiano anche il ritmo del coinvolgimento: l'interesse deve spostarsi fra diverse vite, anziché fermarsi stabilmente su una sola. La preferenza decisiva non è semplicemente amare o meno le trame complesse. È trovare piacere nel seguire i rapporti fra le persone. In questo libro, quella rete è parte essenziale del funzionamento del giallo.

L'autorità scolastica e i limiti della protezione ufficiale

Una scuola d'élite offre alla storia uno spazio circoscritto in cui il prestigio conta e le persone si incontrano di continuo. I suoi confini rendono credibile la collaborazione segreta delle ragazze come fonte di potere: possono muoversi nella stessa istituzione pur sembrando appartenere a mondi distinti. Al tempo stesso, la vicinanza rende fragile un segreto mantenuto a lungo. Un'alleanza privata deve resistere in un ambiente fatto di contatti ripetuti.

La scuola conta anche per la distanza fra l'ordine ufficiale e il bisogno che le ragazze avvertono di intervenire. DGM avrebbe ben poco motivo di esistere se i torti fossero sempre riconosciuti e affrontati. Prima ancora dell'omicidio, dunque, la società segreta esprime un'accusa implicita verso l'ambiente che la circonda. La sua esistenza suggerisce che le ragazze non si fidino dei canali di protezione disponibili.

Questo non significa che abbiano automaticamente ragione. Significa che la loro situazione merita di essere discussa. Il libro invita a chiedersi quando la solidarietà informale diventi necessaria, chi ne resti escluso e quali responsabilità un gruppo anonimo abbia verso le persone che dice di difendere. Queste domande danno alla scuola più sostanza di un insieme di corridoi e gerarchie sociali. Per chi esplora le recensioni di gialli e thriller, l'attrattiva specifica è vedere la pressione dell'istituzione e i segreti personali concentrarsi nello stesso piccolo spazio.

Suspense e attriti sociali anche comici

McNeil ha descritto il suo intento come un incontro fra l'interesse per i film di John Hughes e quello per il giallo e la suspense. Questo contesto aiuta a capire perché la premessa non si riduca a un assassino e alle sue potenziali vittime. Servono anche differenze sociali, collaborazioni impacciate e l'attrito fra una vita scolastica riconoscibile e una situazione sempre più pericolosa. Intervista a McNeil su New Asian Writing.

La combinazione ha un richiamo evidente. L'umorismo può aiutare i personaggi a sottrarsi ai ruoli che la comunità assegna loro; la suspense può rendere costoso continuare a interpretarli. Le preoccupazioni quotidiane delle ragazze non devono scomparire perché l'omicidio abbia peso. Anzi, la paura di perdere il proprio posto nel mondo sociale può rendere più difficile chiedere aiuto, anche quando dall'esterno sembra sproporzionata.

Conviene comunque tenere presente il lato più cupo della premessa. Bullismo, umiliazioni premeditate, una morte violenta e la possibilità di un tradimento sono elementi centrali, non semplici dettagli di contorno. Il libro può soddisfare chi cerca vivacità nei rapporti sociali insieme al pericolo. Chi desidera una rassicurante storia di amicizia scolastica potrebbe invece non trovare il conforto che cerca, perché il dubbio sui rapporti nel gruppo è indispensabile alla vicenda.

Cosa leggere accanto a questo libro e dove continua la storia

Get Even è la prima parte di una storia progettata in due libri, seguita da Get Dirty. McNeil ha dichiarato di sapere fin dall'inizio che i due volumi avrebbero formato una serie e di aver potuto pianificare la storia di conseguenza. È una cautela pratica importante: conviene iniziare se si ha voglia di seguire una narrazione che continua, senza presumere che il primo volume offra da solo l'esperienza narrativa completa dei due libri. Blog dell'autrice McNeil.

Per un confronto vicino, la recensione di Pretty Little Liars è una tappa naturale. L'editore di McNeil cita esplicitamente quel titolo per indicare il pubblico a cui si rivolge il libro. Qui, però, vale la pena considerare lo scopo attivo di DGM: queste ragazze hanno scelto di intervenire nei rapporti di potere della scuola prima che qualcuno renda pericolosa la loro associazione.

Chi è più interessato al privilegio, alle amicizie distruttive e ai segreti può confrontare la recensione di We Were Liars. L'editore di Lockhart presenta quattro amici e l'isola privata di una famiglia benestante: un ambiente sociale chiuso diverso dalla scuola di McNeil. Il confronto riguarda ciò che attira il lettore nella suspense: un gruppo che cerca di gestire una minaccia esterna oppure una famiglia e un'amicizia i cui segreti alimentano la curiosità. Presentazione dell'editore Random House.

Get Even convince soprattutto chi ama le alleanze che devono consolidarsi sotto pressione. L'idea iniziale è facile da cogliere, ma la complicazione più feconda è che una missione condivisa non cancella gli interessi privati. Sceglilo per quella cooperazione instabile, per una comunità scolastica capace di offrire sia alleati sia minacce e per l'inquietante piacere di vedere una società dedita alla vendetta perdere il controllo della propria firma.

Nota sulle fonti: questa recensione è una sintesi critica basata su schede bibliografiche, materiali degli editori, interviste e blog dell'autrice. Discute la premessa pubblicata e a quali lettori possa interessare il libro, senza rivelare la soluzione dell'omicidio. La scheda di Open Library identifica l'opera e l'ISBN usato per la copertina.

Letture collegate

Continua lo scaffale