Recensione

Recensione di One of Ours

Willa Cather segue Claude Wheeler dall'insoddisfazione in Nebraska a uno scopo in guerra, lasciando dolorosamente irrisolto il valore di quella trasformazione.

Autore
Willa Cather
Prima pubblicazione
1922
Cover image for One of Ours
Cover image served by Open Library; edition artwork may differ from the reviewed text.
Vedi fonte https://openlibrary.org/works/OL12830W

Recensione di One of Ours: il pericoloso appagamento di Claude Wheeler

Una recensione di One of Ours deve tenere insieme due verità. La vita di Claude Wheeler in Nebraska lo limita davvero, e lo scopo che in seguito trova nella Prima guerra mondiale è inseparabile dalla morte di massa. Il romanzo di Willa Cather, pubblicato nel 1922, non rende questa contraddizione rassicurante o facile da accettare. Conferisce al risveglio di Claude bellezza, amicizia, dinamismo e significato, ma dispone la storia in modo che il lettore possa vedere quanto disperatamente egli avesse bisogno che la guerra significasse più di quanto potesse promettere con onestà.

Claude è figlio di un agricoltore benestante, non vittima della privazione materiale. La sua insoddisfazione è più difficile da definire. Si sente fuori posto nel proprio percorso educativo, incompreso in famiglia, frustrato dalle abitudini del lavoro agricolo e intrappolato in un matrimonio privo di intimità reciproca. La competenza non risolve il problema. Sa lavorare, amministrare e resistere, ma non riesce a percepire come scelta la vita che ha a disposizione.

È questo il primo grande risultato del romanzo. Cather rifiuta la facile equivalenza fra benessere e appartenenza. L'irrequietezza di Claude è talvolta vanitosa e ingiusta verso gli altri, ma non è immaginaria. La sua fame di un campo d'azione più vasto lo rende vulnerabile all'idealismo, perché quest'ultimo offre una storia in cui l'insoddisfazione diventa prova di una vocazione. Quando la guerra gli offre cameratismo e urgenza storica, per la prima volta sente che la sua intensità interiore ha trovato un mondo adeguato.

Il Nebraska come abbondanza senza direzione

Il Nebraska di Cather è produttivo, ricco di dettagli e socialmente ben delineato. La terra non è una prigione vuota. Racchiude stagioni, lavoro, memoria familiare, cambiamento tecnologico e il sapere necessario al successo dell'agricoltura. L'alienazione di Claude non si può quindi spiegare come disprezzo per un luogo sterile. Il problema è la sua incapacità di riconoscersi nel futuro preparato dal benessere.

Il padre considera l'espansione e il successo pratico beni facilmente comprensibili. La madre coglie meglio la vita interiore di Claude, ma la comprensione materna non può fornirgli una vocazione. L'istruzione apre brevemente possibilità intellettuali e sociali, soprattutto grazie a persone le cui conversazioni lasciano intravedere una cultura più vasta; il dovere familiare, tuttavia, lo richiama alla fattoria. Ogni strada disponibile sembra chiudersi prima di diventare davvero sua.

Chi conosce My Ántonia riconoscerà l'attenzione di Cather per le Grandi Pianure, ma la geometria emotiva è diversa. In One of Ours il luogo non viene recuperato principalmente attraverso la memoria come fonte d'identità. Diventa invece la misura dell'estraneità di Claude. Egli può riconoscerne il valore e continuare a percepire come fortuita la propria collocazione al suo interno.

Enid e il fallimento di una vita già predisposta

Il matrimonio di Claude con Enid è uno degli studi più duri del romanzo sulle aspettative sbagliate. Claude vuole che il matrimonio riunisca la sua vita dispersa attorno a uno scopo. Enid ha impegni propri, fra cui doveri religiosi e riformatori che non pongono al centro l'intimità romantica. La loro unione non viene distrutta da un unico tradimento melodrammatico, ma fallisce a causa di concezioni incompatibili della serietà.

Il ritratto può essere ingiusto verso Enid perché la narrazione resta strettamente allineata a ciò di cui Claude si sente privato. L'energia morale della donna appare come rifiuto, e la sua indipendenza giunge spesso al lettore sotto forma di ciò che lui non riceve. Eppure questo squilibrio è rivelatore. Claude continua a chiedere alle istituzioni — scuola, fattoria, matrimonio, nazione — di conferirgli un'identità coerente. Quando non ci riescono, vive le loro esigenze autonome come prova che la vita gli venga negata.

La partenza di Enid per assistere la sorella missionaria chiarisce quanto poco il loro matrimonio abbia risposto agli impegni più profondi di entrambi. Claude prova sollievo, e quel sollievo è moralmente scomodo. Lo libera da una situazione che lui stesso ha contribuito a scegliere, senza concedergli la consapevolezza necessaria a capire perché l'abbia scelta. Poco dopo, la guerra gli offre una struttura preconfezionata molto più potente.

La guerra come dinamismo, fratellanza e pericolo estetico

Il passaggio dal Nebraska al trasporto militare e alla Francia cambia la temperatura emotiva del romanzo. Claude entra in una vita collettiva organizzata da compiti immediati e rischi condivisi. L'amicizia diventa più facile perché gli uomini intorno a lui procedono verso lo stesso orizzonte visibile. All'improvviso il mondo sembra appartenere alla storia e le sue azioni paiono contare oltre i confini di una singola casa.

Cather rende persuasiva questa liberazione. Proprio tale capacità di persuadere spiega perché le sezioni di guerra restino controverse. L'appagamento di Claude può sembrare un abbellimento di un conflitto che una generazione successiva di scrittori avrebbe rappresentato attraverso spreco, mutilazione, burocrazia e amara disillusione. Rispetto a A Farewell to Arms, Cather concede molto più spazio emotivo al desiderio eroico.

Il romanzo, tuttavia, non si limita a reclutare il lettore nella visione di Claude. La sua struttura introduce una distanza. Sappiamo che la vita in cui finalmente si sente utile è destinata a interrompersi molto presto. Sappiamo anche quanto il suo idealismo risponda a bisogni nati prima dell'arrivo in Francia. La guerra acquista significato per Claude anche perché egli attendeva un'esperienza abbastanza grande da riscattare la propria irrequietezza. Cather lascia che il lettore avverta tale redenzione e insieme resti consapevole del meccanismo che la produce.

Il problema dell'idealismo

L'idealismo di Claude non è né una virtù pura né un errore insensato. Gli permette di rispondere all'amicizia, alla bellezza, alla musica, al coraggio e alla responsabilità. Senza di esso, l'insoddisfazione del Nebraska potrebbe sedimentarsi in rancore. L'idealismo, però, seleziona e dispone anche le prove. Può trasformare la violenza storica in un palcoscenico sul quale il soggetto appare finalmente nobile.

Il romanzo domanda ripetutamente se una morte dotata di significato possa giustificare una vita non vissuta. Claude non formula la domanda in astratto: sono le sue scelte a incarnarla. Il lettore deve decidere quanta autorità riconoscere al suo senso di essere finalmente arrivato. Il finale di Cather è commovente perché non permette all'appagamento e alla perdita di annullarsi a vicenda. Una lettura scettica vede un giovane consumato da una falsa narrazione eroica; una lettura più partecipe lo vede diventare per breve tempo la persona per cui il suo mondo precedente non aveva spazio. La lettura più forte ammette entrambe le interpretazioni.

Questa ambiguità colloca saldamente il libro nella narrativa letteraria, anziché ridurlo a un'avventura patriottica. La trama conta, ma la sua azione centrale consiste nell'interpretazione: quale storia renderà comprensibile la vita di Claude, e che cosa nasconderà quella storia?

Punti di forza: personaggi, paesaggio e contrasto strutturale

Cather sviluppa il personaggio di Claude con sufficiente pazienza da rendere i suoi difetti inseparabili dal fascino che esercita. Può essere egocentrico, ma la sua insoddisfazione non viene trattata come noia alla moda. Lavora, cerca, commette errori e resta capace di rispondere con intensità alle altre persone. La sua fame di significato appare specifica, non generica.

La scrittura del paesaggio offre un secondo punto di forza. Campi, strade, clima e spazi domestici del Nebraska non sono decorazioni di sfondo. Mostrano un mondo la cui stabilità può nutrire una persona e soffocarne un'altra. La Francia si presenta poi non come semplice opposto esotico, ma come luogo trasformato dal nuovo rapporto di Claude con il tempo e la compagnia degli altri.

La struttura in due parti è il terzo punto di forza, anche se può mettere alla prova il lettore. La frustrazione domestica si accumula lentamente; il dinamismo della guerra libera l'energia immagazzinata. Il contrasto rende palpabile il cambiamento di Claude. Un romanzo uniformemente rapido non potrebbe mostrare perché lo scopo militare gli sembri miracoloso.

Cautele per i lettori contemporanei

L'idealizzazione della guerra è la difficoltà maggiore. Chi si è formato sulla poesia di trincea, sulla frammentazione modernista o sui successivi romanzi contro la guerra può trovare difficile accettare l'elevazione di Claude. Il libro dà il meglio quando questo disagio diventa parte della lettura, anziché un motivo per dichiarare il romanzo ingenuo oppure segretamente ironico in ogni scena.

Anche gli atteggiamenti dell'epoca verso nazionalità ed etnia richiedono attenzione. I personaggi tedesco-americani, le fedeltà in tempo di guerra e le descrizioni delle differenze emergono da un preciso momento storico. In alcuni passaggi Cather complica la semplice ostilità, ma non osserva la propria epoca dall'esterno.

Infine, il ritmo può apparire irregolare. Chi attende con impazienza la guerra potrebbe trovare lunghe le sezioni ambientate in Nebraska; chi è assorbito dal ritratto domestico potrebbe vivere la parte militare come un romanzo diverso. La frattura è intenzionale, ma l'intenzione non garantisce la fluidità.

Lettori ideali e valutazione finale

One of Ours è adatto soprattutto a chi è disposto a trascorrere del tempo con un protagonista il cui problema più profondo non si risolve facilmente e non suscita un'ammirazione incondizionata. Si presta alla discussione perché lettori ragionevoli possono dissentire sul grado di distanza creato da Cather rispetto all'idealismo di Claude. È meno adatto a chi cerca un romanzo documentario sul campo di battaglia o una condanna inequivocabile della guerra.

Il libro vinse il Premio Pulitzer per il romanzo nel 1923, ma il riconoscimento dovrebbe costituire un elemento di contesto, non sostituire il giudizio. Il suo valore duraturo risiede nel rischio assunto da Cather: fa apparire la guerra come la risposta alla vita di un uomo, poi mostra perché tale risposta sia insopportabile. Lo scopo di Claude è reale per lui. Il costo è reale per tutti. La forza morale del romanzo comincia là dove queste realtà rifiutano di conciliarsi.

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