Recensione

Recensione di Tales from the Perilous Realm

Tales from the Perilous Realm raccoglie le missioni comiche, gli incontri fatati, le poesie e le visioni allegoriche di Tolkien in una rivelatrice mappa di come vite ordinarie incontrino l'incanto.

Autore
J.R.R. Tolkien
Prima pubblicazione
1997
Cover image for Tales from the Perilous Realm
Cover image served by Open Library; edition artwork may differ from the reviewed text.
Vedi fonte https://openlibrary.org/works/OL27476W

Recensione di Tales from the Perilous Realm: cinque strade verso il Reame Fatato

Una recensione di Tales from the Perilous Realm richiede una nota sull'edizione prima ancora di una tesi. Le raccolte moderne più diffuse riuniscono Roverandom, Farmer Giles of Ham, The Adventures of Tom Bombadil, Leaf by Niggle e Smith of Wootton Major; alcune comprendono anche il saggio On Fairy-Stories e materiali connessi. I testi furono scritti per occasioni diverse e non formano un unico ciclo narrativo. Conviene controllare l'indice, anziché dare per scontato che ogni volume con questo titolo sia identico.

Proprio questa varietà costituisce il valore della raccolta. J.R.R. Tolkien mette ripetutamente in scena l'incontro fra competenze ordinarie e un reame che le supera: un cane giocattolo offende un mago, un contadino riluttante affronta un drago, un pittore non riesce a finire il proprio albero e un bambino di paese ottiene, grazie a una stella, l'accesso al Reame Fatato. La tesi dominante è che il fantasy non cancelli la quotidianità. Riconduce i lettori al lavoro, ai vicini, all'arte e alla mortalità, dopo aver riordinato la loro gerarchia dei valori.

Roverandom: la consolazione diventa un viaggio

Roverandom nacque in risposta alla perdita del giocattolo di un bambino e la sua invenzione episodica conserva la duttilità del racconto familiare orale. Un cagnolino trasformato in giocattolo viaggia sulla Luna e sotto il mare, incontra maghi e creature enormi e cerca di recuperare la propria forma. La premessa emotiva è la riparazione, ma il percorso rifiuta ogni efficienza.

Il piacere della storia nasce dalla crescente intensità e dalla variazione. Tolkien cambia le proporzioni del racconto, così un problema domestico può aprirsi a un pericolo lunare senza perdere l'intimità comica. L'impazienza e gli errori di Rover gli impediscono di restare un semplice oggetto smarrito e passivo. Deve imparare le buone maniere, la perseveranza e un'idea più generosa dei mondi che esistono oltre la casa.

Rispetto al successivo legendarium, geografia e magia rimangono giocosamente instabili. Questa libertà può deludere chi cerca una mitologia organica, ma mostra Tolkien mentre improvvisa per il puro piacere del racconto. La fiaba consola non negando la perdita, bensì immaginando che l'oggetto scomparso abbia vissuto avventure fuori dalla vista del proprietario.

Farmer Giles, Chrysophylax e la fabbricazione comica di un eroe

Farmer Giles of Ham è un racconto eroicomico sulla reputazione, sulle conoscenze locali e sull'opportunismo politico. Giles diventa famoso dopo l'incontro con un gigante, poi affronta il drago Chrysophylax Dives grazie a una combinazione di fortuna, riluttanza e intelligenza pratica. L'antica spada e la fama eroica appartengono alla tradizione cavalleresca; le trattative appartengono a un contadino scaltro che conosce la proprietà e la paura.

Chrysophylax è pericoloso, eloquente, avido e disposto a negoziare quando la forza gli si ritorce contro. Il linguaggio del drago rende lo scontro più interessante di una semplice uccisione del mostro. Giles deve valutare promesse, incentivi e ambizioni di un re ansioso di appropriarsi della vittoria altrui. Le battute in latino e la cornice pseudostorica prendono in giro nello stesso tempo l'autorità accademica e quella cavalleresca.

La comicità distribuisce ampiamente lo scetticismo. La grandiosità cortese si rivela meno utile del buon senso del villaggio, ma Giles non si trasforma in un santo altruista: acquista potere e lo usa. Il lieto fine di Tolkien è quindi sottilmente politico; un'autorità ne sostituisce un'altra e la competenza merita il comando senza rendere innocente il comando stesso.

Tom Bombadil, il metro e i piaceri di una raccolta eterogenea

The Adventures of Tom Bombadil è una raccolta poetica presentata attraverso una leggera finzione editoriale, che collega alcuni componimenti alla tradizione del Libro Rosso. Tom, Baccador, il Vecchio Uomo Salice e lo Spettro dei Tumuli creano legami con la familiare Terra di Mezzo, ma il volume non racconta una storia continua su Bombadil. Bestiari comici, nostalgia del mare, troll e inquietudine fatata si mescolano in forme poetiche diverse.

Chi si aspetta nuovi sviluppi della Guerra dell'Anello incontrerà il tipo di libro sbagliato. Le poesie insistono su suono, ritmo, enigma e sul confine incerto fra filastrocca e minaccia. L'energia verbale di Tom suggerisce padronanza senza offrirgli una biografia esplicativa. Tom appartiene a un paesaggio attraverso i nomi e il canto, non grazie alla conquista.

La sezione può sembrare diseguale, perché poesia d'occasione, gioco linguistico e ballata oscura non condividono un solo andamento emotivo. Lette singolarmente e ad alta voce, le poesie mostrano tuttavia che per Tolkien la creazione di un mondo comincia nella cadenza almeno quanto nelle mappe. Il linguaggio non descrive soltanto l'incanto: quando segue uno schema, lo mette in atto.

Leaf by Niggle: arte, dovere e l'albero incompiuto

Leaf by Niggle offre la meditazione più incisiva della raccolta sulla vita artistica. Niggle è un pittore assorbito da un enorme quadro raffigurante un albero, ma le commissioni, la malattia e i bisogni del vicino Parish lo interrompono ripetutamente. Un viaggio rimandato a lungo arriva prima che l'opera sia conclusa. Quanto segue ricorda il giudizio, la convalescenza, il purgatorio e la grazia, senza ridursi ordinatamente a una chiave dottrinale.

La storia rifiuta entrambe le posizioni facili nel conflitto fra arte e dovere. Il quadro di Niggle conta e il frammento che altri apprezzeranno in seguito non può misurare l'interezza della sua visione. Contano anche i bisogni di Parish: l'irritazione per le interruzioni non abolisce il dovere verso il vicino. La loro cooperazione finale rivela capacità che il risentimento solitario aveva lasciato incomplete.

Quando Niggle incontra l'Albero come ambiente reale, il fantasy diventa un'argomentazione a favore della creazione, il cui valore supera l'accoglienza ricevuta nel mondo. L'esperienza, però, non adula l'ego artistico. Niggle deve esercitarsi nell'attenzione, nell'ordine e nel lavoro condiviso. La consolazione arriva attraverso la trasformazione, non attraverso gli applausi.

Smith of Wootton Major e l'accesso senza possesso

Smith of Wootton Major comincia con una festa di paese e una stella nascosta in una torta. Il bambino che la riceve diventa un fabbro capace di viaggiare nel Reame Fatato. Il suo accesso è autentico e meraviglioso, ma non costituisce né un possesso né un'esenzione permanente dalla vita ordinaria. Egli lavora, invecchia, ritorna e infine rinuncia alla stella.

Il Reame Fatato della storia racchiude una bellezza e un pericolo che resistono alle spiegazioni. Gli incontri di Smith non compongono un itinerario turistico né un sistema magico; cambiano la qualità della sua percezione. Il conflitto istituzionale del villaggio, in particolare le questioni legate ai cuochi, alla successione e alla stella, oppone l'esperienza concessa dal dono alla gestione compiaciuta.

La rinuncia è il centro morale. Un dono può definire una vita senza diventare proprietà. La disponibilità di Smith a trasmetterlo distingue la meraviglia matura dalla nostalgia possessiva. La quieta tristezza di questo passaggio ne fa uno dei racconti più concentrati di Tolkien sulla mortalità.

On Fairy-Stories e la teoria dietro i racconti

Nelle edizioni che lo comprendono, On Fairy-Stories offre l'esposizione più esplicita delle idee di Tolkien su fantasia, recupero dello sguardo, fuga e consolazione. Il saggio è impegnativo sul piano intellettuale e legato al proprio contesto storico; non va trattato come un manuale neutrale capace di governare ogni tradizione fantasy. Chiarisce comunque perché queste storie conducano i personaggi oltre un confine soltanto per farli tornare cambiati.

In questa argomentazione, la «fuga» non coincide necessariamente con l'abbandono della realtà. Può indicare il rifiuto di condizioni presentate falsamente come inevitabili. Il «recupero» restituisce attenzione alle cose familiari, rese opache dal possesso e dall'abitudine. I racconti mettono in pratica queste idee con maggiore duttilità di quanto faccia il saggio: Giles ottiene un vantaggio politico, Niggle impara il dovere, Smith rinuncia a un dono e Rover torna a casa dopo aver ampliato il proprio mondo.

Stile, limiti e l'unità promessa dalla copertina

La prosa passa dall'improvvisazione per bambini alla cronaca medievale parodica e all'allegoria spirituale contenuta. Questa ampiezza vanifica qualsiasi aspettativa unica. I lettori possono amare due opere e scorrerne rapidamente un'altra. La confezione editoriale promette un'unità che la composizione non può offrire, mentre le differenze fra edizioni complicano confronti e riferimenti alle pagine.

I mondi sociali di Tolkien sono spesso gerarchici, rurali e incentrati sugli uomini. Donne e ragazze ricevono di rado le possibilità d'azione concesse persino agli avventurieri maschi minori presenti qui. Le battute medievaleggianti e le trame filologiche possono inoltre escludere chi non condivide tali conoscenze. Sono limiti reali, non ragioni per negare l'intelligenza formale dei racconti.

Farmer Giles of Ham e Roverandom meritano ciascuno un'analisi specifica, mentre The Silmarillion rappresenta un registro molto diverso della mitologia di Tolkien. Esplorate Letteratura classica per altri contesti storici e Poesia e teatro per altre opere plasmate dalla forma e dal suono.

La ragione migliore per leggere Tales from the Perilous Realm non è il desiderio di completare ogni titolo di Tolkien, ma la possibilità di osservarlo mentre mette alla prova diversi rapporti fra invenzione e vita. Un reame periglioso può punire la vanità, preservare un giocattolo perduto, realizzare un quadro incompiuto o insegnare a un viaggiatore a restituire il lasciapassare che gli consentiva di visitarlo. I racconti divergono nel tono, ma convergono su una disciplina: la meraviglia è più degna di fiducia quando cambia il modo in cui si abita il mondo ordinario.

Letture collegate

Continua lo scaffale