Recensione

Recensione di The Abolition of Man

Questa recensione di The Abolition of Man considera il libro di filosofia o psicologia di C. S. Lewis per destinatari, punti di forza, cautele, contesto e libri affini.

Autore
C. S. Lewis
Prima pubblicazione
1943
Cover image for The Abolition of Man
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Vedi fonte https://openlibrary.org/works/OL71117W

Recensione di The Abolition of Man: educazione, sentimento e potere di riprogettare l'umanità

Questa recensione di The Abolition of Man segue le tre conferenze di C. S. Lewis, dalla critica a un manuale scolastico fino a un monito sul potere tecnologico. Gaio e Tizio, i nomi con cui Lewis indica gli autori del «Libro verde», discutono di una persona che definisce sublime una cascata. Secondo Lewis, la loro spiegazione insegna in modo implicito agli studenti che i giudizi di valore riferiscono sentimenti, anziché rispondere a qualità presenti nel mondo. Da questo piccolo esempio pedagogico egli sviluppa la figura degli «uomini senza petto», difende il Tao e immagina i Condizionatori che fabbricano i valori del futuro.

L'argomento è retoricamente brillante perché ogni passaggio amplia la posta in gioco. È anche discutibile, perché nel muovere da una tendenza di un singolo manuale all'abolizione dell'umanità comprime le alternative. I lettori possono condividere la preoccupazione di Lewis per la formazione morale senza accettare ogni elemento del suo impianto giusnaturalistico.

Il Libro verde, la cascata e gli insegnamenti nascosti

La critica iniziale di Lewis riguarda ben più di una cattiva analisi letteraria. Quando Gaio e Tizio traducono «la cascata è sublime» in un'affermazione sui sentimenti di chi parla, egli ritiene che minino la fiducia dello studente nella possibilità che le emozioni siano appropriate o inappropriate rispetto ai loro oggetti. L'educazione appare così neutrale mentre insegna a dubitare del valore.

È un'osservazione incisiva sulla pedagogia. Gli esempi trasmettono presupposti oltre ai contenuti, e una lezione di lingua può trasformarsi in una lezione su ciò che conta come reale. Lewis fa bene a chiedere quale concezione del giudizio sia veicolata da un esercizio.

La sua lettura del manuale può tuttavia essere selettiva a fini polemici. Descrivere l'espressione di un sentimento non significa necessariamente negare che una cascata meriti stupore. La conferenza acquista forza trattando un'ambiguità come un programma. I lettori dovrebbero distinguere la legittima questione educativa dalla certezza con cui Lewis formula la diagnosi.

Uomini senza petto: ragione, appetito e formazione dei sentimenti

Nell'immagine tripartita di Lewis, il petto si colloca tra la ragione cerebrale e l'appetito viscerale. Rappresenta la magnanimità e il sentimento educato: le abitudini attraverso cui una persona impara ad amare ciò che è degno di amore. Gli «uomini senza petto» non sono troppo emotivi, bensì non abbastanza formati; ci si aspetta che si comportino virtuosamente dopo che l'educazione ha dissolto le basi della virtù.

L'espressione sopravvive perché dà un nome a una contraddizione dell'educazione morale. Le società esigono coraggio, lealtà e sacrificio, pur insegnando spesso che i valori sono preferenze private. Lewis insiste sul fatto che la sola ragione non motiva e che l'appetito non si ordina da sé.

Il limite sta nel decidere chi controlli tale formazione. Il sentimento può essere educato alla giustizia, ma può anche essere disciplinato dal nazionalismo, dalla gerarchia di classe o dal pregiudizio. A Lewis serve una concezione della tradizione legittima abbastanza solida da resistere alla manipolazione, non soltanto una teoria della formazione.

Il Tao e la tesi di una ragione pratica condivisa

Lewis chiama «Tao» l'ampio patrimonio di valori oggettivi e trae esempi da numerose tradizioni religiose e filosofiche. Sostiene che, per criticare un principio morale, occorra affidarsi a un altro principio interno a questa eredità. Inventare valori da una posizione interamente esterna è impossibile, perché il ragionamento pratico ha bisogno di premesse che non ha creato.

Questo è il centro filosofico delle conferenze. Il Tao non è semplicemente il cristianesimo sotto un altro nome, sebbene le convinzioni dello stesso Lewis ne orientino l'esposizione. L'autore cerca prove interculturali a sostegno dei doveri di benevolenza, giustizia e fedeltà, nonché di un desiderio ordinato.

I lettori possono confrontare questa tesi con Xunzi, dove la coltivazione morale, il rito e la trasformazione del desiderio ricevono un fondamento diverso. La sezione filosofia e psicologia offre altri argomenti sulla necessità o meno di un'oggettività metafisica per le norme condivise. L'appendice di Lewis mostra ampiezza, ma le analogie selezionate non cancellano i profondi dissensi tra le tradizioni.

I Condizionatori e l'ultima fase della conquista della natura

La conferenza finale immagina un gruppo dotato di potere psicologico e biologico sufficiente a plasmare le persone del futuro. Se i Condizionatori si pongono al di fuori del valore oggettivo, le loro scelte non possono essere giustificate come progresso: riflettono l'impulso, la preferenza o la natura che agisce attraverso di loro. La conquista della natura da parte dell'umanità diventa la conquista dell'umanità da parte della natura.

Questo argomento ha acquistato nuova forza nei dibattiti sulla manipolazione del comportamento, sulla biotecnologia e sui sistemi che ottimizzano la condotta. Lewis comprende che il potere sulle generazioni future è diverso da uno strumento ordinario: può alterare gli esseri che dovrebbero giudicare quello strumento.

Eppure «i Condizionatori» restano volutamente astratti. Il governo reale della tecnologia coinvolge istituzioni, confronto pubblico, conoscenze parziali e autorità in competizione. L'immagine estrema chiarisce il pericolo di una progettazione sottratta a ogni controllo, ma offre poche indicazioni per prendere decisioni collettive legittime.

Stile e progressiva intensificazione dell'argomento

Lewis scrive con arguzia, analogie, antitesi e un talento per le formule che diventano oggetti intellettuali. La prosa è abbastanza compatta da invitare alla rilettura e abbastanza combattiva da rendere urgente il disaccordo. La cascata, il petto, il Tao e i Condizionatori formano una sequenza di simboli memorabili.

Questa concisione è anche un limite. Le conferenze contrappongono spesso nettamente le posizioni: valore oggettivo o emotivismo, iniziazione o condizionamento, Tao o impulso arbitrario. Le prospettive filosofiche che difendono il ragionamento morale senza condividere gli impegni metafisici di Lewis ricevono scarsa attenzione.

Vorlesungen über die Geschichte der Philosophie offre un contrasto per ampiezza e metodo storico, mentre Desiderii Erasmi Roterodami Opera Omnia mostra un diverso rapporto tra l'argomentazione morale e i testi ereditati. Il vantaggio di Lewis sta nella retorica concentrata, non nella trattazione esaustiva.

Limiti, esclusioni e lettori ideali

I lettori dovrebbero interrogare la storia sociale nascosta nella «tradizione». Il richiamo ai valori ereditati può conservare la saggezza, ma anche proteggere gerarchie consolidate. Le conferenze dicono relativamente poco su come le persone escluse contestino una tradizione servendosi dei principi che essa proclama e poi viola. Anche il linguaggio legato al genere e l'ideale degli «uomini» con il petto recano il segno dell'epoca, pur se Lewis intende attribuire valore universale alla tesi.

Il lettore ideale apprezza la polemica filosofica, la teoria dell'educazione, l'argomento giusnaturalistico e i primi moniti sulla riprogettazione dell'essere umano. Il libro è meno adatto come introduzione neutrale alla metaetica o alle politiche della tecnologia. La sua brevità presuppone un lettore disposto a ricostruire le obiezioni.

La domanda centrale merita di essere conservata anche quando la risposta è contestata: quale formazione morale rende possibili la critica e un esercizio responsabile del potere?

Perché l'apertura sull'educazione resta essenziale

Talvolta i lettori successivi passano direttamente alla biotecnologia o all'intelligenza artificiale e separano i Condizionatori dall'aula scolastica. Così si perde la struttura dell'argomento di Lewis. La capacità di riprogettare l'umanità diventa pericolosa dopo che l'educazione ha insegnato alle persone a considerare il valore come una proiezione. L'esercizio sulla cascata, il petto mancante e il monito tecnologico finale compongono un unico argomento sulla formazione. Che Lewis riesca o meno a dimostrare tale sequenza, vede correttamente che il governo della tecnologia dipende da abitudini di giudizio coltivate molto prima della comparsa di un nuovo strumento.

La misura delle tre conferenze spiega sia la loro forza sia l'assenza di alcuni casi. Lewis può tracciare con eccezionale incisività una linea di pericolo, ma non può mostrare come tradizioni concorrenti negozino democraticamente il valore. Il problema rimane ai lettori, anziché ai Condizionatori.

Valutazione finale

The Abolition of Man si è guadagnato la propria influenza collegando un normale esempio scolastico alla prospettiva di un'umanità fabbricata deliberatamente. Gaio e Tizio, la cascata sublime, gli uomini senza petto, il Tao e i Condizionatori conferiscono all'argomento una struttura che resta impressa.

Lewis convince quando sostiene che l'educazione forma sempre il modo in cui si attribuisce valore e che il potere tecnico non può giustificare da sé i propri fini. Convince meno quando considera le alternative al valore oggettivo come un'unica strada verso il condizionamento arbitrario, oppure quando il consenso ereditato sostituisce l'analisi del potere interno alla tradizione. Le conferenze restano preziose non come parola definitiva, ma come prova severa: una società sa spiegare perché alcuni usi del potere sono sbagliati senza ridurre la risposta alle preferenze di chi lo detiene?

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