Recensione

Recensione The BFG

Una recensione professionale di The BFG di Roald Dahl, centrata sul suo linguaggio comico, sulla meraviglia a misura di bambino, sulla minaccia e sul suo duraturo fascino per i lettori.

Autore
Roald Dahl
Prima pubblicazione
1980
Cover image for The BFG
Cover image served by Open Library; edition artwork may differ from the reviewed text.
Vedi fonte https://openlibrary.org/works/OL45885W

recensione The BFG

La recensione The BFG si schiera con decisione dalla parte della durata del libro. Il romanzo di Roald Dahl non è soltanto un amato fantasy per bambini con al centro un celebre gigante amichevole; è una storia calibrata con cura sulla paura, sulla sicurezza e sulla fiducia, scritta in una prosa che rende il suono stesso parte dello scherzo. La sua tesi è semplice e forte: The BFG resiste perché trasforma il terrore infantile in meraviglia comica senza appiattire nessuno dei due sentimenti.

Questo equilibrio conta. Dahl scrive spesso come se l'infanzia fosse piena di appetito, crudeltà e cospirazione, e questo romanzo conserva quel margine tagliente. Il movimento iniziale è davvero inquietante, con strade notturne, scorci segreti e la sensazione che il mondo dopo mezzanotte appartenga a creature più grandi e più ruvide degli esseri umani. Ciò che rende speciale il libro è che non si ferma lì. Una volta che Sophie arriva nel paese dei giganti, il terrore si apre gradualmente alla compagnia, e il centro emotivo del romanzo diventa un'amicizia costruita sulla curiosità reciproca più che sul sentimentalismo.

Il risultato è uno dei libri più accessibili di Dahl per i lettori che vogliono la sua monelleria linguistica e la sua commedia grottesca senza la puntura più fredda che a volte definisce la sua opera. Resta strano, resta sgarbato in certi punti, resta divertito dall'umorismo corporeo e da una minaccia fuori scala. Ma l'umore guida è più caldo che in molte altre sue storie, ed è quel calore il motivo per cui il libro continua a trovare nuovi lettori.

Perché il fantasy funziona

La premessa è notoriamente diretta: una piccola orfana viene portata via da un gigante e scopre che non tutti i giganti sono uguali. Questo impianto offre a Dahl una forma ideale per il fantasy per bambini. Può cominciare con rapimento e pericolo, poi spostarsi verso un mondo le cui regole sono abbastanza strane da risultare liberatorie una volta passato il primo panico. Invece di costruire una densa mitologia da mondo secondario, costruisce uno spazio immaginativo giocabile: il paese dei giganti, la raccolta dei sogni, la scala impossibile e il confine instabile tra incubo e delizia.

Questa economia è un punto di forza. Il libro non cerca di spiegare ogni angolo del suo universo, e non ne ha bisogno. I bambini spesso leggono il fantasy attraverso immagini memorabili prima di leggerlo attraverso sistemi, e The BFG capisce quell'istinto. Sogni nei barattoli, colazioni improbabili, passi da gigante e parole senza senso fanno più per la presa del libro sulla memoria di quanto potrebbe mai fare un fitto manuale di lore.

Aiuta anche il fatto che Dahl tenga la storia in movimento. Il romanzo ha abbastanza trama da sostenere la suspense, ma non perde mai lo slancio rapido di un libro da leggere ad alta voce. Le scene arrivano con un chiaro senso dello scopo, e la domanda di fondo resta limpida: intelligenza, coraggio e affetto possono battere la forza bruta? Questa chiarezza dà al libro ritmo senza farlo sembrare esile.

Sophie, il gigante e il nucleo emotivo del libro

Al centro del romanzo non c'è una missione né una battaglia, ma una relazione. Sophie è piccola, osservatrice, spaventata e ostinatamente pratica. Il gigante è enorme, vulnerabile, eccentrico e comico. Il loro contrasto dà struttura al libro. Lei legge rapidamente il pericolo e pone domande dirette; lui usa male il linguaggio, si preoccupa dei giganti più forti e rivela una delicatezza sorprendente. Nessuno dei due è soltanto un tipo. Sophie non è presente solo per ammirare la magia, e il gigante non è amabile soltanto perché la trama dice che dovrebbe esserlo.

Ecco perché la tenerezza del libro sembra guadagnata. Dahl lascia che i due parlino, si fraintendano e stabiliscano lentamente un ritmo condiviso. Molti fantasy per bambini dipendono dall'ingresso di un bambino in un mondo meraviglioso, ma pochi riservano tanta cura all'intimità della conversazione. Qui parlare è azione. Attraverso la parola, Sophie giudica il carattere, comprende la portata della minaccia e scopre che la gentilezza può esistere dentro un corpo costruito per terrorizzare.

Il libro beneficia anche dell'intelligenza di Sophie. Non è la destinataria passiva di un salvataggio. Anche quando è fisicamente impotente, resta mentalmente attiva, e la storia dipende dalla sua prontezza tanto quanto dai doni insoliti del gigante. Questo impedisce all'amicizia di diventare decorativa. È una collaborazione, per quanto diseguale possa essere la scala fisica.

Linguaggio, comicità e il piacere della lettura ad alta voce

Se l'amicizia dà al romanzo il cuore, il linguaggio gli dà il suo sapore distintivo. Dahl riempie il parlato del gigante di parole storpiate, composti inventati e collisioni verbali che invitano alla performance. Non è bizzarria ornamentale. Il linguaggio usato male ci dice chi è il gigante: intelligente a modo suo, emotivamente vigile e gloriosamente indifferente alla correttezza formale. Suona diverso da chiunque altro, e i bambini sentono subito la differenza.

La giocosità di quel parlato svolge più funzioni insieme. Abbassa la paura dopo l'apertura buia, crea ricompense comiche ricorrenti e rende la lettura orale un piacere centrale del libro. Gli adulti che leggono ad alta voce hanno qualcosa di divertente da fare con la voce, mentre i bambini che ascoltano ricevono il piacere solleticante di una lingua stirata senza spezzarsi del tutto. Dahl si fida del fatto che il significato possa sopravvivere a un disordine temporaneo, e quella fiducia fa parte del fascino del libro.

L'umorismo è raramente levigato o delicato. Preferisce l'esagerazione, l'assurdità corporea e la gloriosa indegnità dell'appetito. Alcuni lettori lo ameranno. Altri sentiranno che le battute vengono da una tradizione di letteratura per l'infanzia più ruvida di quanto si aspettino. Tuttavia, il registro comico non è casuale. Impedisce al libro di diventare troppo solenne e ricorda ai lettori che il fantasy può essere leggero e slanciato anche quando il pericolo resta vicino.

Lettori ideali

È una scelta eccellente per chi vuole un classico per bambini che sembri insieme accogliente e appena indisciplinato. Funziona particolarmente bene per le famiglie che leggono insieme, per i bambini che amano le parole inventate e per gli adulti che tornano a Dahl per vedere quale dei suoi libri combini meglio il suo istinto comico selvaggio con un affetto autentico. È anche una buona raccomandazione per i lettori che vogliono un ponte tra il fantasy degli albi illustrati e le avventure più lunghe a capitoli.

Potrebbe essere meno ideale per i lettori che preferiscono un fantasy costruito attraverso sistemi profondi, politiche stratificate o elaborate architetture di missione. The BFG è vivido più che intricato. Il suo mondo esiste per sostenere tono, immagine e relazione più che per invitare a un esame cartografico. I lettori che arrivano aspettandosi la densità dell'high fantasy potrebbero trovare il disegno intenzionalmente leggero.

Anche età e temperamento contano. Benché sia un romanzo per bambini, non evita la bruttezza. Gli altri giganti sono spaventosi, la premessa notturna è inquietante e Dahl non smette mai del tutto di divertirsi con il grottesco. I lettori più giovani e sensibili potrebbero aver bisogno di una guida adulta paziente nei passaggi più cupi. I bambini più grandi, però, spesso rispondono proprio perché la storia ammette che la paura è reale prima di offrire conforto.

Cautele e limiti

Il limite principale del libro è che i suoi piaceri si concentrano nel tono, nel personaggio e nel linguaggio più che nella complessità dello sviluppo. Una volta stabilita la premessa, il movimento successivo può sembrare più funzionale che misterioso. I lettori che vogliono che il mondo dei giganti continui ad aprirsi verso l'esterno potrebbero notare che il romanzo è più controllato e più compatto di quanto la sua premessa iniziale suggerisca.

Un'altra cautela è culturale più che strutturale. La sensibilità comica di Dahl può essere abrasiva. Ama la caricatura, la bruttezza fuori misura e il ridicolo rivolto a ciò che è cattivo o pomposo. In questo romanzo quell'istinto è ammorbidito dal calore, ma è ancora presente. Alcuni adulti che tornano al libro potrebbero ammirarne l'invenzione sentendosi però un po' meno a proprio agio con l'ampiezza di certe battute rispetto a quando erano bambini.

Eppure, la forma morale del libro resta attraente. Valorizza gentilezza, coraggio e prontezza di pensiero. Dà a una bambina vulnerabile un vero potere interpretativo. Soprattutto, immagina che l'amicizia possa attraversare differenze assurde di dimensione, linguaggio e storia. Qui non è un'idea sentimentale. È il motore operativo della storia.

Contesto e alternative utili

All'interno dell'opera di Dahl, questo è uno dei punti di partenza più chiari se si vuole calore senza perdere stranezza. I lettori che apprezzano la miscela di pericolo e propulsione comica possono proseguire con James and the Giant Peach, che offre un altro viaggio centrato su un bambino e modellato da compagni eccentrici e scene vivide. I lettori che vogliono un fantasy con una cornice più mitica o guidata dalla missione possono passare a The Silver Chair, dove la meraviglia arriva con un apparato spirituale e narrativo più pesante.

Per un incontro immaginativo più breve e più primordiale, Where the Wild Things Are offre un contrasto illuminante. Condivide il movimento dalla paura al dominio, ma comprime quell'arco nel sogno di un albo illustrato. I lettori curiosi di vedere come un fantasy più antico possa coltivare l'atmosfera invece della velocità comica potrebbero anche confrontare questo romanzo con Lost Horizon, che offre distanza, calma e mistero là dove Dahl offre rumore, velocità e frizzantezza verbale.

Anche i percorsi di categoria contano. Sfogliare Recensioni fantasy mostrerà dove si colloca questo libro tra opere immaginative più leggere e più cupe, mentre Recensioni young adult può aiutare i lettori a trovare titoli di formazione adiacenti, anche se il romanzo di Dahl è in realtà rivolto a lettori più giovani di molta parte di quello scaffale.

Verdetto finale

La ragione migliore per continuare a leggere The BFG è che sa ancora esattamente che tipo di incantesimo vuole lanciare. Vuole che risate, allarme, sollievo e affetto arrivino in rapida successione, e vuole che il linguaggio sembri instabile nel modo più felice possibile. Quell'incantesimo non è elaborato, ma è gestito con maestria.

Per i lettori che scelgono tra i classici per bambini, questo resta uno dei libri più invitanti nel catalogo di Dahl perché dà alla minaccia un contrappeso umano. Il suo mondo di giganti è memorabile, le sue battute si prestano alla voce e la sua amicizia centrale è tenera senza diventare molle. Questa combinazione è più difficile da ottenere di quanto suggerisca la superficie ariosa del libro.

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