Recensione
Recensione Uno, nessuno e centomila
Questa recensione di Uno, nessuno e centomila valuta il romanzo di Pirandello come la sua indagine piu feroce sull'identita frantumata, sulle maschere sociali e sul desiderio impossibile di porsi fuori da ogni versione di se stessi.
- Autore
- Luigi Pirandello
- Prima pubblicazione
- 1926
Vedi fonte
https://openlibrary.org/works/OL100433Wrecensione Uno, nessuno e centomila: il romanzo piu spietato di Pirandello sull'identita
Questa recensione Uno, nessuno e centomila sostiene che il romanzo di Luigi Pirandello non sia soltanto un importante classico italiano sull'identita, ma uno degli smantellamenti piu affilati e strani dell'io nella narrativa del Novecento. La sua premessa e quasi assurdamente piccola. Un commento casuale sull'aspetto di Vitangelo Moscarda apre una crepa tra il modo in cui lui percepisce se stesso e il modo in cui gli altri lo vedono. Pirandello poi insiste su quella crepa finche diventa un abisso. Cio che comincia come imbarazzo si sviluppa in un'emergenza filosofica, in una commedia sociale e infine in qualcosa di vicino al panico metafisico.
Questo movimento e cio che rende il libro piu di un titolo da programma scolastico o di un astratto punto di riferimento modernista. Uno, nessuno e centomila e radicale perche rifiuta l'idea consolatoria che l'identita sia piu profonda quando e piu privata. Pirandello suggerisce il contrario: l'io esiste in frammenti dispersi nelle percezioni degli altri, e nessun atto di introspezione puo ricondurli a un unico insieme stabile. Il risultato e un romanzo che appare insieme clinicamente preciso e comicamente inquietante. Vede quanto diventano ridicole le persone quando cercano di dominare le versioni di se stesse che circolano nella vita pubblica, ma vede anche quanto sia doloroso quello sforzo.
I lettori che esplorano la letteratura classica a volte hanno bisogno di una ragione per credere che un romanzo difficile e antico sia ancora vivo, non soltanto canonico. Qui la ragione e chiara. Pirandello anticipa ansie che continuano a definire la lettura moderna: l'identita come performance, la vita sociale come misconoscimento, e l'autocoscienza come fonte non di saggezza ma di destabilizzazione. Il libro non e invitante per tutti. Procedendo diventa piu argomentativo e chiede pazienza ai lettori che vogliono che la trama resti primaria. Ma nei suoi momenti migliori produce una rara pressione intellettuale: fa sembrare improvvisamente fragili idee familiari su personalita, autenticita e liberta.
Un incidente banale diventa una catastrofe esistenziale
Uno dei maggiori punti di forza di Pirandello e la sicurezza con cui gli basta pochissimo per mettere in moto il romanzo. Non si appoggia a omicidi, scandali, sconvolgimenti politici o saghe familiari. Basta una minima osservazione sul volto di Moscarda. Questa scelta conta perche ancora il terrore centrale del romanzo alla vita ordinaria. Il libro non chiede ai lettori di immaginare un crollo straordinario separato dall'esperienza comune. Chiede loro di riconoscere quanto sia gia precario ogni senso di se quando nella stanza entra la percezione di un'altra persona.
La crisi di Moscarda non e vanita in senso semplice, anche se Pirandello e troppo intelligente per ignorare l'utilita comica della vanita. A turbarlo non e soltanto il fatto che un'altra persona noti un tratto che lui aveva trascurato. E la scoperta che forse non esiste un “lui” autorevole sotto le impressioni moltiplicate che gli altri custodiscono. Se ogni conoscente porta con se un Moscarda diverso, allora l'io singolare che lui credeva di possedere comincia ad apparire come una comoda finzione. Pirandello spinge questa premessa con severita straordinaria. Non la lascia restare un paradosso brillante. La trasforma in un motore che corrode matrimonio, proprieta, reputazione, abitudine e certezza morale.
La grandezza del romanzo sta nel modo in cui la premessa continua a cambiare scala. All'inizio il problema sembra psicologico, poi sociale, poi filosofico. Moscarda nota di essere visto in modo sbagliato, poi capisce che tutti sono visti in modo sbagliato, poi comincia a sospettare che non ci sia alcuna persona “vera” dietro quelle distorsioni. Pirandello converte cosi un equivoco comico in un assalto sostenuto all'idea di una personalita coerente. E per questo che il libro sembra piu radicale di molti romanzi successivi che si presentano come sperimentali. Il suo esperimento e concettualmente semplice, ma Pirandello lo porta molto piu lontano di quanto la maggior parte degli scrittori oserebbe.
I lettori dovrebbero pero sapere che le ricompense del romanzo dipendono dall'accettazione della sua logica crescente. Se avete bisogno che una narrazione torni regolarmente all'evento esterno, la ricerca interiore di Moscarda puo risultare estenuante. Il libro diventa progressivamente meno interessato a rassicurare i lettori che una trama normale sia ancora al comando. Per molti e proprio li che comincia la sua forza. Per altri sara il punto in cui l'ammirazione supera il piacere. Una recensione professionale dovrebbe dire entrambe le cose con chiarezza, perche l'intensita del romanzo e inseparabile dalla ristrettezza del suo fuoco.
Pirandello trasforma l'identita in farsa sociale e inquietudine morale
Cio che impedisce al romanzo di diventare meramente schematico e l'intelligenza comica di Pirandello. Uno, nessuno e centomila viene spesso descritto in solenni termini filosofici, ma questo puo far sottovalutare quanto sia divertente, o almeno quanto sia consapevolmente assurdo. Gli sforzi di Moscarda per mettere alla prova, turbare o distruggere le immagini fisse che gli altri hanno di lui hanno il ritmo della farsa sociale. Si comporta come un uomo che ha capito qualcosa di troppo grande per la vita pratica e che ora e condannato ad agire di conseguenza in contesti capaci soltanto di registrarlo come erratico.
Quello scarto tra intuizione e comportamento e decisivo. Pirandello non presenta Moscarda come un pensatore sereno che scopre la verita dall'alto della vita ordinaria. Lo presenta come un uomo reso ridicolo dalla propria lucidita. Piu riconosce la falsita dei ruoli sociali, meno riesce ad abitarli con naturalezza. La comicita del romanzo ha dunque una funzione amara. Rivela che una vera intuizione non rende necessariamente una persona piu libera, piu gentile o piu efficace. Puo semplicemente renderla meno adatta alle convenzioni che fanno procedere la vita quotidiana.
Questa e una ragione per cui il libro risulta piu disturbante di quanto suggerisca un riassunto. Molti romanzi sulle false apparenze finiscono per promettere sotto le maschere una forma di vita piu autentica. Pirandello non concede davvero questo sollievo. E profondamente scettico sul fatto che si possano spogliare i ruoli e arrivare a un nucleo stabile e redentivo. Le maschere sociali sono artificiali, ma non sono superficiali nel senso di essere facilmente rimovibili. Fanno parte di cio che rende possibile il riconoscimento ordinario. Smascherarne la falsita non significa automaticamente fuggirle. Puo invece lasciare una persona bloccata tra performance e incoerenza.
Questa idea collega naturalmente il romanzo a The Stranger, anche se il confronto chiarisce le differenze quanto le somiglianze. Camus offre ai lettori un protagonista la cui estraneita espone la freddezza del giudizio sociale. L'interesse di Pirandello riguarda meno l'assurdita morale che la pluralita percettiva. Moscarda non e isolato perche gli manca sentimento nel mondo; e isolato perche non sopporta il fatto che ogni mondo sociale produca una versione diversa di lui. Il risultato e una forma di alienazione piu instabile e piu comica. Non nasce dall'indifferenza verso la societa, ma da un'eccessiva consapevolezza del potere della societa di definire.
Voce, struttura e il problema di leggere una mente in collasso
La forma del romanzo e insieme il suo trionfo e la sua sfida. Pirandello da a Moscarda una voce che gira intorno alle cose, ripete, precisa, provoca e spinge oltre i confini consueti della trama. Quella voce non e un ornamento posto sopra un'idea. E il mezzo stesso attraverso cui l'idea diventa esperienza. Una narrazione lineare tradirebbe il libro, perche il problema di Moscarda non puo essere risolto marciando da un episodio al successivo. Il punto e che l'identita stessa non appare piu narrativamente sicura.
Di conseguenza, il libro spesso si legge come un'argomentazione condotta attraverso la narrativa piu che come una narrazione interrotta di tanto in tanto dall'argomentazione. Alcuni lettori lo ameranno per questo. Altri sentiranno il romanzo inclinarsi lontano dall'incarnazione drammatica verso una pressione concettuale sostenuta. Entrambe le reazioni sono legittime, e molto dipende da cio che si cerca nella narrativa letteraria. Il risultato di Pirandello e che anche quando il romanzo diventa molto discorsivo, raramente sembra inerte. Le ripetizioni sono significative. Moscarda continua a tornare alle stesse domande perche la ripetizione e la forma dell'ossessione, e l'ossessione e l'unica forma onesta per una mente che cerca di invalidare se stessa.
La voce svolge anche una sottile funzione etica. Mantiene i lettori incerti su quanto debbano fidarsi delle conclusioni del narratore anche quando riconoscono la forza delle sue premesse. Il pensiero di Moscarda e persuasivo, ma anche divorante. Pirandello invita ad ammirare l'acutezza dell'analisi mentre mostra la distruttivita del vivere interamente dentro quell'analisi. Il lettore resta in una tensione produttiva: si puo concordare sul fatto che l'io sia plurale senza concordare sul fatto che il modo in cui Moscarda risponde a quella pluralita sia sostenibile o saggio.
E qui che il romanzo si distingue dai libri che si limitano a drammatizzare un disfacimento psicologico. Pirandello vuole piu dello spettacolo del crollo. Vuole che i lettori sentano che Moscarda ha scoperto qualcosa di reale e che tuttavia con quella scoperta si e spinto troppo oltre. Questo doppio movimento da al libro la sua credibilita intellettuale. Se Moscarda fosse semplicemente folle, il romanzo si ridurrebbe a caso clinico. Se avesse semplicemente ragione, si irrigidirebbe in una tesi. Pirandello invece lo rende insieme rivelatore ed eccessivo, cosa molto piu vicina al modo in cui le idee destabilizzanti funzionano spesso nella narrativa seria.
Il confronto con The Metamorphosis e utile qui. Kafka esteriorizza l'estraneita attraverso una sconvolgente trasformazione corporea; Pirandello la interiorizza attraverso percezione e riflessione. La compressione di Kafka da al suo incubo una fredda inevitabilita. Pirandello e piu loquace, piu teatrale e piu socialmente specifico. I lettori che devono scegliere tra i due dovrebbero sapere che Uno, nessuno e centomila offre meno shock simbolico e piu intimita argomentativa. Il suo terrore e piu lento, ma puo restare piu a lungo proprio perche nasce da atti cosi comuni dell'essere visti.
Perche Pirandello conta nel contesto modernista
E facile lodare il romanzo come “in anticipo sui tempi”, ma questa formula puo appiattire cio che in Pirandello e piu interessante. Conta non perche abbia previsto teorie successive e alla moda sull'identita, ma perche ha trovato una forma drammaticamente praticabile per un problema che il modernismo continuava a tormentare da molte angolazioni: come puo una persona restare intera quando coscienza, societa e linguaggio cospirano tutti contro l'interezza? La risposta di Pirandello e distintamente sua. Affronta il problema ne attraverso il flusso di coscienza alla Woolf o alla Joyce, ne attraverso le evasioni confessionali di Svevo. Lo mette in scena come collisione tra immagine di se e molteplicita pubblica.
Questo rende il romanzo un testo-ponte particolarmente forte per i lettori che passano da una narrativa piu convenzionale a opere novecentesche piu esigenti. E filosoficamente ambizioso, eppure la premessa si afferra subito. Puo essere accostato a Il fu Mattia Pascal per mostrare Pirandello tornare all'identita sotto una pressione mutata. Nel romanzo precedente, la fantasia e la fuga in un'altra vita; qui la fantasia di una vita singola e gia crollata. Letti insieme, i due libri mostrano uno scrittore che passa dal ruolo sociale come prigione all'io come pluralita irrisolvibile.
Pirandello appartiene anche al dialogo con La coscienza di Zeno, sebbene i romanzi funzionino in modo molto diverso. Svevo studia l'autoinganno attraverso abitudine, confessione e razionalizzazione borghese. Pirandello e meno interessato alle scuse che allo spaesamento ontologico. Zeno narra per gestire le proprie contraddizioni; Moscarda parla come se la contraddizione avesse dissolto la possibilita stessa di gestirle. Il confronto e utile perche affila cio che qui e unico. Pirandello e piu duro, piu netto e meno comicamente indulgente. Il suo riso ha pochissimo interesse a far sembrare sufficiente il compromesso ordinario.
Il contesto storico conta, ma va usato con cautela. Il romanzo appartiene a un momento modernista italiano ed europeo in cui le certezze ereditate su persona, autorita e ordine sociale si stavano gia logorando. Eppure i lettori non hanno bisogno di una lezione di storia intellettuale per sentire la forza del libro. Hanno bisogno del permesso di vedere che le domande di Pirandello restano attuali perche l'identita pubblica e sempre collaborativa e instabile. I lettori moderni possono arrivarci attraverso l'auto-presentazione digitale, la frammentazione dei ruoli professionali o l'ansia sociale di essere fraintesi. Il romanzo non dipende da queste cornici, ma puo assorbirle senza sforzo. Questa flessibilita e un segno della sua durata.
Punti di forza, limiti e lettore ideale
Il maggior punto di forza del romanzo e la completezza della sua idea centrale. Molti libri scoprono una premessa potente e poi arretrano prima che le sue conseguenze diventino scomode. Pirandello fa il contrario. Continua a chiedere che cosa ne derivi se si accetta davvero che ogni persona esista in modo diverso nella mente degli altri. La risposta non e soltanto brillante. E corrosiva. Matrimonio, posizione di classe, proprieta, generosita e sanita mentale cominciano tutte ad apparire diverse quando non c'e un io stabile ad ancorarle. Questa severita concettuale e rara, ed e la ragione principale per cui il romanzo impone ancora rispetto critico.
Un secondo punto di forza e il controllo del tono. Pirandello sa che l'astrazione diventa mortificante se non resta legata a umiliazione, ostinazione, errore di giudizio e comportamento teatrale. La comicita non e un sollievo incidentale; e un metodo di esposizione. Rendendo Moscarda leggermente assurdo anche nei suoi momenti piu penetranti, Pirandello protegge il romanzo dalla rigidita dottrinaria. Ai lettori e concesso pensare insieme al libro e resistergli nello stesso tempo.
Un terzo punto di forza e la ricchezza comparativa. Questo e un romanzo eccellente per i lettori che costruiscono uno scaffale serio di letteratura classica perche chiarisce molte opere vicine. Dopo Pirandello, i romanzi successivi su alienazione, performance, malafede o narrazione instabile possono apparire nuovamente leggibili. Anche quando non si finisce per amare davvero Uno, nessuno e centomila, spesso lo si lascia con categorie piu affilate per leggere altri libri.
Le cautele pero sono reali. Primo, non e il romanzo di Pirandello verso cui indirizzerei i lettori che cercano il piacere narrativo piu ampio. Il fu Mattia Pascal e in genere piu facile da affrontare perche il suo motore narrativo e piu visibilmente comico ed esterno. Secondo, Uno, nessuno e centomila puo sembrare ripetitivo se il lettore non si abbandona al suo metodo ossessivo. Quelle ripetizioni sono deliberate, ma l'intenzionalita non garantisce il piacere. Terzo, il romanzo e esposto alla qualita dell'edizione. Poiche tanto dipende da cadenza, argomentazione ed equilibrio tonale, un'edizione piatta o goffa puo far sembrare il libro piu monotono di quanto sia.
Dunque, per chi e? E ideale per lettori che amano una narrativa capace di pensare a fondo senza fingere che il pensiero sia pulito. Si adatta a persone interessate a identita, performance, filosofia sociale e inquietudine modernista. Si adatta anche a gruppi di lettura disposti a discutere non solo cio che Moscarda scopre, ma se la scoperta stessa diventi un'altra trappola. Esiterei a consigliarlo come primo classico a qualcuno che cerca soprattutto calore emotivo o una storia propulsiva. Le sue ricompense sono piu taglienti, e i suoi piaceri sono spesso inseparabili dal disagio.
Alternative e il modo piu utile per affrontarlo oggi
Se la premessa dell'identita frantumata vi interessa ma volete un ingresso piu accessibile in Pirandello, cominciate da Il fu Mattia Pascal. Se volete un altro romanzo modernista in cui l'io diventa instabile attraverso l'auto-spiegazione ironica piu che attraverso la frattura metafisica, La coscienza di Zeno puo essere la scelta migliore. Se il vostro interesse va all'estraneita ridotta a un nucleo simbolico piu freddo, The Metamorphosis offre uno shock diverso ma vicino. E se volete un confronto esistenziale piu asciutto con il significato sociale, The Stranger e un utile controcanto.
Il modo migliore per affrontare oggi Uno, nessuno e centomila non e chiedersi se sia ancora “rilevante” in qualche senso superficiale. La sua rilevanza e abbastanza evidente. La domanda migliore e se volete un romanzo disposto a inseguire un'intuizione destabilizzante oltre il punto del conforto. Pirandello non consola i lettori con un equilibrio restaurato tra verita interiore e vita pubblica. Lascia quell'equilibrio spezzato. Per alcuni lettori sara tonificante, persino liberatorio. Per altri sembrera punitivamente stretto. Ma entrambe le risposte valgono piu del rispetto educato spesso tributato a classici che in realta non vengono letti con serieta.
E anche per questo che il romanzo funziona bene in un percorso di lettura comparata, piu che come monumento isolato. Accanto a Kafka, Camus, Svevo o alla narrativa precedente dello stesso Pirandello, la sua forza particolare diventa piu chiara. E meno interessato alla societa come tribunale morale che alla societa come macchina per moltiplicare gli io. E un problema piu sottile e piu strano. La distinzione persistente del romanzo sta nel modo in cui abita quel problema senza compromessi.
Valutazione finale
Uno, nessuno e centomila non e il romanzo piu facile di Pirandello, ma potrebbe essere il suo piu intransigente. La sua tesi e severa, il suo taglio comico e freddo, e la sua struttura chiede ai lettori di restare con una mente che rifiuta di smettere di sondare l'impossibilita di essere una sola persona. Queste qualita gli impediranno di piacere a tutti. Sono anche esattamente il motivo per cui il libro resta degno di essere letto.
Il mio giudizio e netto: questo e un grande romanzo modernista per lettori che vogliono che la narrativa metta le idee alla prova fino alla distruzione, invece di limitarsi a decorarle. Pirandello prende una modesta osservazione sociale e ne dispiega un resoconto devastante dell'identita plurale, del riconoscimento instabile e della fantasia dell'autenticita. Pochi romanzi fanno sentire l'io cosi contingente senza scivolare nella vaghezza. Ancora meno lo fanno con tanta crudelta comica.
Questa recensione consiglia dunque Uno, nessuno e centomila con forte rispetto ed entusiasmo selettivo. Leggetelo se volete un romanzo che affili il vostro senso di come l'identita operi tra le persone, piu che dentro un nucleo privato sigillato. Leggetelo se vi state muovendo dalla narrativa letteraria verso l'esterno e volete un classico che sappia ancora ribattere. E leggetelo con pazienza, perche il vero risultato di Pirandello non e formulare un paradosso brillante. E costringere i lettori a vivere dentro le sue conseguenze.